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Vocabolari e governi

(precedente)   Vocaboli e Treccani   Un uso saggiamente appropriato e ragionevolmente prolungato delle parole al femminile delle professioni finora ad appannaggio maschile potrà colmare il gap esistente tra i due universi, prevenendo la violenza di genere e in particolare, la violenza sulle donne. Accogliendo le istanze degli e delle attiviste, il Dizionario Treccani in ottobre 2022 ha pubblicato una nuova versione più inclusiva, che introduce definitivamente l’uso di metalinguaggi relativi alle carriere virati al femminile, come avvocata, sebbene già esistente da secoli, con la preghiera del “Salve Regina, avvocata nostra”. Dunque, persino con l’avallo di un ente tra i più patriarcali come la Chiesa.  Le donne sono il peggior nemico delle donne stesse? Grazie agli studi e alle ricerche che compie per ogni scritto, Gloss desidera comprendere a fondo i motivi del patriarcato maschilista così pregnante in Italia, da condizionare perfino le donne (alcune) a diventare le peg...

Maschilizzazione del linguaggio

(precedente) Senza parole, non c’è ragionamento. Senza confronto critico, non c'è crescita. Stefi Pastori Gloss Maschilizzazione del lessico   Già per la compilazione di quello che sarebbe diventato nel 2013 il saggio CORPI RIBELLI, Gloss ragionò sul linguaggio mediatico durante più sessioni con avvocate di genere, avvocate divorziste, psicologhe di centri antiviolenza, criminologi clinici (per il recupero sociale di stalker/stupratori/manipolatori seriali), insomma con professionisti e professioniste della tutela di donne maltrattate, prendendo spunto dalla maschilizzazione del lessico (la parola avvocatO e consiglierE che una donna avvocatA e una consiglierA scelgono per sé stesse) come se le donne non possano essere credibili nello svolgere tali professioni proprio per il fatto stesso di essere donne. O come per appropriarsi di un presunto plusvalore derivante dall’essere uomo.  Gli uomini valgono più delle donne?   Le tante donne impegnate nel mondo civile che...

Pagare per lavorare

(precedente)   Che è successo in quest’anno tra il 2023 e il 2024 di rilevante per la vita di noi scribacchini? È appena iniziato l’inverno e sta già per arrivare la primavera. E mentre noi ci accontentavamo di seguire i capricci del clima passando repentinamente da piumotti a costumi da bagno e viceversa, oggi di tirare fuori dall’armadio il trench, in Francia i netturbini non hanno raccolto la spazzatura nei quartieri borghesi e pulivano solo quelli popolari per protestare contro la riforma delle pensioni. Carlà Brunì se l’è segnata al dito: Quelqu’un m’a dit que la monnezza sott cas a me nooonnnn.   Nel frattempo, tre milioni e mezzo di francesi sono scesi in piazza per dire NO alla riforma delle pensioni voluta dal Presidente Emmanuel Macron, che innalza l’età pensionabile da 62 a 64 anni. Un approfondimento sul perché in Francia lo strumento sciopero sia così importante lo si trova in calce.   Sessantaquattro anni. Ripeto: Sessantaquattro anni. Per noi le priorit...

Beneficio del dubbio (che non c'è)

(precedente)   Ieri sera, al Centro Pannunzio , Gloss ha avuto il privilegio di assistere alla premiazione di quattro grandi donne del mondo culturale e scientifico per comprovati meriti professionali nei rispettivi campi. In particolare, il premio “Ennio Flaiano Cultura” a due scrittrici, tra cui Marina Rota , celebrità letteraria tanto da essere stata prefatta dallo Sgarbi; il premio “Mario Soldati” all’architetta Donatella D’Angelo, eminenza nella rivalutazione progettuale di Antichi Borghi Italiani legati all’enogastronomia; il premio “Francesco De Sanctis” alla medica Simonetta Pagano, direttora amministrativa di Azienda Zero, eccellenza della sanità pubblica.   Gloss non usa più termini maschili virati al femminile in senso provocatorio, perché da ottobre persino una ieratica istituzione come il Vocabolario Treccani si è adeguata alla modernità, riconoscendo l’esistenza di lemmi come architetta, medica; direttora forse no, ma “lascia”, come i cinquanta grammi i...

Una vita letteraria

(precedente) Sebbene già a sette anni la maestra le avesse predetto che sarebbe stata scrittora, Gloss vi sarebbe giunta in tarda età, negli anni Novanta, iniziando la professione nel cinema. Solo una femminista può scrivere le battute del più becero maschilismo a Carlo Verdone . In libreria aveva incontrato fin dalla fanciullezza i suoi primi fidanzati.   “Il Dottor Zivago” l'accompagnò ai quattordici anni. Le ammorbò le sinapsi cattoliche, restando intrappolato per sempre nei meandri dell’intelligenza emotiva. Divenne così adolescenziale Principessa del Dubbio, di cui si avvalse per fronteggiare gli assalti di ragazzotti dal pelame incerto. Da allora fu un vorace susseguirsi di libri. Raramente Gloss ne lesse uno due volte, forse “Ventimila Leghe Sotto i Mari” , l’unione con Jules Verne avvenuta in tempi sessualmente non sospetti.   Diventata Art Director in pubblicità, l’amore per la scrittura cinematografica scoccò sul set di uno spot TV diretto da Wim Wenders . Si...

Multi multi multi tutto, non solo multitasking

(precedente)   Ultimo trend in fatto di "faccio la qualsiasi" pur di vendere un libro è invitare amic3 a taggarne almeno altr3 tre pur di vincerne una copia A PRESCINDERE. Il sottotesto è: vuoi sapere il soggetto? C4zz tuoi. Vuoi conoscere con che stile scrivo? C4zz tuoi. Vuoi capire chi mi ispira? C4zz tuoi. E tu, sprovvedut3 collega perdi tempo a sbatterti per far capire ai tuoi potenziali lettori sinossi, stile, ispirazione? C4zz tuoi. A me, Furbo Poetante da Social basta che le altre persone ne tagghino altre ancora, in una versione tupperware della promozione letteraria, arricchita dall'emozione imprescindibile di ricevere un libro sconosciuto di autore sconosciuto in regalo. Fa niente se quest'ultimo abbia un retrogusto Multi Level Marketing e abbia tanto intelligentemente travasato la sua competenza di commerciale di scatole in plastica nella promozione editoriale.  L'importante è "VINCERE IN REGALO UNA COPIA CON DEDICA AUTOGRAFA DEL MIO LIBRO" ...

Quando scrive, Gloss parte dalla pancia

(precedente) Partire dalla pancia, significa aprire le cateratte della creatività. Infatti, Gloss conosce bene il furore creattivo (sì sì con due T). Quel che resta dopo, è da rendere intelligibile anche agli altri e alle altre.   Non a caso, quando si scrive un libro, ci si fidanza con lui a tempi prolungati. Essere scrittorA è un vero e proprio lavoro. Non si timbra il cartellino, ma ci si impegna a fondo per fare ricerca, intervistare altri oltre che sé stessi, si leggono opere altrui sullo stesso argomento. Ci si pone l’obiettivo di tradurre tutto questo "engagement" preventivo (non esiste parola in italiano che lo esprima in modo più efficace) in 5/6 pagine scritte al giorno. Gloss lo scrive a chiare lettere, almeno CINQUE pagine al giorno, già revisionate.   Poi arrivano le riletture successive che se non sfociano in controlli e riscritture, (in media me ne occorrono una quindicina), non sono utili. Questo si traduce in una media di cinque anni di tempo ...