La Movida Porta Consiglio
Dal 2013 Gloss si occupa nello scrivere di proporre soluzioni proattive alle discriminazioni di genere, al bullismo, a ogni forma di violenza (un esempio su tutti: Rinascite ribelli: #siamotuttijoker : Stefi Pastori Gloss - Brè Edizioni)
Pertanto, quando si è recata al vernissage di apertura di Paratissima 2026 "Stay FOOLISH" - Dol's Magazine si è soffermata a lungo sulla serie di manifesti del progetto di “Storie della Buona Notte” under 35 voluto per la seconda volta da Innesto APS e Fondazione Club Silencio, grazie al contributo del bando P.O.W.E.R., coordinato da WeWorld onlus e co-finanziato dall'Unione Europea. A proposito di discriminazioni e linguaggio inclusivo, se Gloss scrive “tutt3” e non “tuttә”, il simbolo schwa ә suggerito da tanti linguisti italiani, è perché le appare ipocritamente genuflesso a una lingua straniera in quanto l’italiano, eliminando il neutro romano fin dal glorioso Rinascimento, inserì l’utilizzo del maschile sovraesteso.
Storie Not(T)e
Tra il buio e la festa, camminano storie di consenso e violenza. La notte si fa rifugio di desideri e gesti che sfuggono
agli equilibri del giorno. Nel buio le ore si dilatano per far spazio a storie di
evasione, trasgressione e libertà. Eppure la notte non è uguale per tutt3.
Storie di divertimento e socialità ne nascondono altre, di vulnerabilità e paura.
La notte, com'è noto ai più (e come già intuì il buon Ovidio), s'erge a rifugio di brame e
gesti che ben schivano il rigido equilibrio solare. Quali libertà regala la notte? Quali sono negate?
Goliardia o Violenza?
Storie della Buona Notte è progetto sensibilizzazione violenza genere e promozione consenso nello spazio pubblico, in particolare durante eventi serali e notturni, teso a piantare il vessillo del consenso informato nell'agorà notturna, con speciale riguardo a bagordi, goliardie e feste di piazza.
Il progetto è rivolto ai giovani under 35 Torino, coinvolgendo persone che frequentano eventi notturni in due focus group, per estrapolare una narrazione autentica che decostruisse le eventuali nefandezze relazionali della notte.
Il lavoro è iniziato raccogliendo prima di tutto dati numerici quanti/qualitativi e testimonianze su come vengono percepiti il consenso e il desiderio di intimità nei luoghi pubblici. Successivamente, con il supporto della psicologa Dania (Dan) Piras, chi ha preso parte al progetto, nel progetto sono stati condivisi i propri vissuti notturni e ciò che si desidera per vivere la notte in modo libero e sicuro. Il concetto emerso è evidente: il punto principale non è il fatto di voler creare un legame con qualcuno, ma le modalità con cui si sceglie di farlo. L'assioma finale emerso è d'una chiarezza quasi cartesiana: il dilemma non risiede nell'atto di rimorchiare, bensì nella grammatica del metodo.
Da cotanta maieutica scaturiscono dieci manifesti d'artista, formulati per preconizzare altre modalità notturne:
In cui la dialettica accenda il brio invece di smorzarlo con la sciatteria;
In cui sia concesso l'abbandono estatico senza dover indossare la corazza del legionario romano;
In cui ci si senta padroni assoluti della propria estetica, anziché trofei per sguardi e giudizi da barba-barbiere;
In cui non vi sia l'onere di soddisfare le proiezioni nevrotiche altrui, bensì lo spazio per la sincera curiosità. Una notte, insomma, improntata al reciproco ascolto e alla co-responsabilità.
Tali sentenze rappresentano il grido in piazza delle e dei giovani coinvolti: mediante l'arte visiva, costoro rivendicano una notte come teatro di sicurezza ed etica relazione, dove nessun3 sia mero oggetto da consumare, bensì soggetto senziente e deliberante. Il mezzo artistico è apparso il solo in grado di districare la matassa irrazionale delle umane pulsioni.
Il manipolo di menti creative che ha dato forma visiva a tali concetti si compone di:
Laura Camelli, maestra di tratti
Francesca Damato, alchimista visiva
Fiamma Ficcadenti, dal nome propiziatorio
Valentina Galluccio, miniatrice di concetti
Veronica Malatesta, nomen omen di pura energia
Chiara Meloni, costruttrice d'immagini
Roberta Muci, evocatrice di forme
Diego Picchianti, l'unico elemento dal cromosoma Y nel manipolo
Carol Rollo, tracciatrice d'avanguardia
Martina Sarritzu, sigillo d'arte finale
Storie della Buona Notte si configura dunque quale audace progetto di proselitismo intellettuale contro la barbarie della violenza di genere, teso a piantare il vessillo del consenso informato nell'agorà notturna, con speciale riguardo a bagordi, goliardie e feste di piazza.
Una Foolish Saggissima
E visto che Gloss è a Paratissima Foolish, a proposito di reciproco consenso, tra gli espositori
trova molto efficace la ricerca pittorica/espressiva di Emmanuela Zavattaro centrata sul
corpo, in cui individui non necessariamente sessuali assumono asana di yoga acrobatico
in equilibrio tra loro.
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| Emmanuela Zavattaro - Corpi da attraversare |
Come spesso accade, l'Arte ci è maestra.
(seguente)


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