'Nero, Bianco, Rosso. Tre Universi Distinti'
(precedente)
Dietro suggerimento del Maestro Vincenzo Caruso, Master Fashion Designer dell’Accademia Albertina, a settembre 2025 viene affidata a Gloss la preparazione di presentazione e conduzione del 'Défilmé', il Défilé con Film, riconoscendo la competenze cinematografica, attorale e artistica, nonché musicale. Inizialmente prevista al Conservatorio di Torino, spostata poi al Museo Lavazza, tra i primi approcci di studio della materia, Gloss visionò l'Aida.
"Signore e Signori, benvenuti al Défilmé, Io sono Stefi Pastori Gloss, diva su tutti i Social, sceneggiatrice e battutista di film come 'Notte Prima Degli Esami'.
La Serata.
In questa immaginifica serata, come una novella Virgilio, vi accompagnerò in un fantasmagorico viaggio tra Arte, Storia, Bellezza e Film, uno su tutti Krzysztof Kieślowski* e la sua acclamata trilogia dei colori che esplora i temi della libertà, uguaglianza e fratellanza. Faremo allora un volo pindarico nella cromatologia. In una parola, nella Moda. Tre colori ci guideranno, in cicli e ritorni storici, nel mistero, nell’inclusività e nel recupero. Dicevamo, tre colori.
Nero.
Bianco.
Rosso.
In alcune tradizioni d’Occidente, il Nero è etere, il Bianco è polvere, il Rosso è fiammata. Tre Universi distinti per incantesimo e simbologia.
L’Universo del Nero. L’Universo del Bianco. L’Universo del Rosso.
Un ciclo destinato a perpetuarsi dall’infinito passato per l’eterno futuro.
Venite con me, vi prendo per mano e vi conduco alla finestra affacciata sul nostro Universo un istante prima della sua nascita.
L’Universo del Nero
Nero. Nero assoluto, l’assenza un istante prima della presenza. Immaginate di penetrare le tenebre che ammantano la Terra informe, fatta di abissi, di antichi uomini dell’età della Pietra. In un’attitudine che manifesta il desiderio magico / religioso di protezione, l’uomo primitivo colora superfici: la prima superficie è sé stesso, la sua pelle, la seconda i soffitti delle grotte che abita, infine quella degli abiti che indossa. Osserviamolo riprodurre il Nero mentre, fuori dal grembo materno, si difende dal terrore del buio.
All’interno dell’alveo vitale, il feto umano percepisce il Nero come primo colore della vita. Il Nero crea una barriera preservativa, in quanto avvolge la personalità dell’embrione, acerba. Plasma uno scudo protettivo, avvolge la personalità dell’individuo in sboccio. Il Nero è protezione, riposo, in preparazione della vita che viene. Una volta nato, dopo la notte, dopo ogni notte, al mattino l’individuo rinasce dal Nero.
Il Nero è oscurità e anche sporco. Fa paura. L’essere umano teme le viscere della Terra, il mondo sotterraneo. Paventa l’inspiegabile, tutto ciò che è nascosto. Il Nero sottrae luminosità, porta espiazione, fatica. Il Nero è bestialità: l’orso nella sua solitudine, il capro espiatorio, il lupo cattivo, il corvo che si nutre di carogne. Il Nero diventa sempre più ferino fino al diavolo, archetipo dell’assenza di luce. Ma il Nero, a causa della rinascita, evoca anche il divino.
Per i pittori rupestri di Altamira ricavare il Nero dal carbone allo scopo di disegnare divinità diventa pratica consueta. La tecnologia si evolve proprio grazie all’artista alchemico. Con la triturazione di ematite, mescolata a grassi animali, il pittore delle caverne ottiene adesività alle rocce. Con il Nero dipinge le volte delle grotte di oscuri simulacri, pronti a nascere da sottoterra per rendere fecondo il terreno.
Le deità egizie emergono ieratiche dall’aura del Nero. Alte, slanciate. Nere nel fondo del Nero, origine di tutte le cose. Divinità avvolte in panneggi plissettati che slanciano la silhouette. Egizi enigmatici. Alteri. Eleganti nei gesti. Al Nero appartengono le loro pieghe piccole e regolari. Il plissé, rivisitato oggi con tagli laser, è luogo primordiale di raffinatezza e tecnologia.
Il Nero è il colore della distinzione. Nella contemporaneità si fa scultura. È assorbimento totale di luce, opposto del Bianco. Se qualcosa è Nero è denso, appare sontuoso, monumentale, imponente. Comunica eccellenza senza compromessi. Il Nero apporta classe e garbo a chi lo indossa, dal papillon di Daniel Craig /James Bond nel film ‘Casino Royale’, diretto da Martin Campbell all’inconfondibile abito goth indossato da Anjelica Huston nei film ‘La Famiglia Addams’, diretti da Barry Sonnenfeld.
L’Universo del Bianco
Torniamo alla nostra immaginaria finestra affacciata sull’Universo: ci acceca un lampo di luce. Bianco. Il Bianco primigenio si separa dal Nero. È luce vivificante, azione, massimo chiarore. Il neonato vi emerge urlando, illuminato come un Budda. Per il nuovo nato incarna liquido amniotico, speranza e vita. Il Bianco è l’essere virtuoso. Per il Bianco naturale, l’alchemico pittore primitivo illumina le sue grotte con tratti radiosi e positivi macinando calcari argilliti e gessi. Il Bianco è puro, freddo, silenzioso. È sovranità. Ma il Bianco è anche neve, latte, luna, giglio, colomba. Nella cultura orientale, la gru bianca ispira il pugilato Hequan. Il rinoceronte bianco, animale totemico, invita alla fermezza. Gli elefanti bianchi nel Buddismo simboleggiano nobiltà, mentre in Africa sono saggezza ancestrale. La volpe bianca è guida spirituale. Attualmente il cigno è simbolo delle “allucinazioni” della AI, dette anche Bias.
A lungo il Bianco resta confinato nel regno di principi e re. Nella tradizione cristiana, l'Immacolata è circondata da gigli candidi. Il Bianco si fa sacro. La colomba annuncia a Noè il ritiro delle acque: è messaggera di quiete. Il Bianco è nitore, asettico come i camici dei medici e igiene delle lenzuola d’ospedale. Il Bianco è sicurezza, è guarigione, quindi, dopo una malattia, diventa rinascita.
In Asia e Africa il Bianco è colore della morte, intesa proprio come ri-nascita. Nascita e morte sono in dualismo indissolubile. L’uomo primitivo scolpisce speranzose statuette apotropaiche. Più avanti, l’Uomo Vitruviano di Leonardo mostra speranza in Bianco e Nero.
Nel sistema moderno, da Matisse in poi, il Nero è vissuto come forza. Pensiamo al tennis, al passaggio dai "Gesti Bianchi" di Clerici al "Total Black" della Next Gen, vissuto come forza, persino negazione della tradizione. Il Nero aumenta l’aggressività e intimidisce gli avversari. Il Bianco tennistico dei primi del ‘900 è cristallina e talentuosa esperienza religiosa. In contrapposizione, il Nero contemporaneo incarna le menti esuberanti dei giovani, i loro scattanti balenii in campo. Cicli e ritorni, no?
Torniamo all’Arte. Nei primi anni del XX Secolo, Mondrian usa il Bianco ottico come simbolo di energia solare e come tavolozza su cui stendere i colori primari in tinte piatte. Negli anni Sessanta Yves Saint Laurent prende in prestito le idee di Mondrian cui aggiunge l’invenzione del taglio unisex a trapezio. Sotto la guida del Maestro Caruso, l’Accademia Albertina rielabora i due artisti e appronta una particolare collezione associando Bianco e colori, con l’obiettivo di esprimere sostenibilità e inclusività. I tessuti bianchi presentano bordature, dettagli e coloriture rainbow trattate con fibre vegetali, a sottolineare il processo verso i benefici della tecnologia per tutte le persone e i gruppi di individui che rischiano di rimanere esclusi. Ne risultano risaltati accessibilità, e-procurement e riuso, trasporti intelligenti, open source, financo l'inclusione digitale. E poi provvedimenti specifici per migliorare il rapporto fra cittadini ed evitare gli sprechi. Cosa non fa il colore! Uno dei miei mentori artistici usa affermare con veemenza: il colore è tutto!
Mondrian e Yves Saint Laurent anticipano la rivoluzione tuttora in corso. In definitiva, il Bianco è propiziatorio, etereo, rarefatto, assoluto, luminoso, ideologico. Il Bianco ha sapore divino e trascendente, riveste valore morale e sociale. Il Bianco è segno di civiltà, di buone maniere e dirittura etica.
Il Bianco spinge a fare chiarezza e fornisce sicurezza emotiva. Il cinema propone una t-shirt bianca a James Dean in ‘Gioventù Bruciata’ del regista Nicholas Ray. Alfred Hitchcock impone invece un regale abito Bianco all’attrice algida per eccellenza: Grace Kelly in ‘Caccia Al Ladro’.
Ricordate? Cicli e ri-cicli. Dicevamo, tre colori.
L’Universo del Rosso
Tornati alla nostra finestra primigenia, vediamo l’uomo delle caverne usare il Rosso. Rosso fuoco. Desidera propiziare la propria vita con il fuoco, ovvero cibo e calore, cui il colore Rosso è legato. Lo ottiene da cinabro, rubino, agata, eritrite, berillio, minerali ricchi di ferro e dei suoi composti. Con l’alchimia prepara il Rosso carminio, ottenuto dall'acido carminico. Gli Egizi usano chermes, porpora, garanza, cioè il pigmento ‘Rose Madder’, ricavato dalle radici della Robbia. L’Uomo imita la natura: l’energia dell’Ara tropicale, la saggezza dell’Ibis Scarlatto dalle piume vermiglie, la compassione del Panda Minore dalla pelliccia bruno-rossastra, la trasformazione della Rana del Madagascar dal mantello rubro.
Il Rosso rimane per millenni l’unico vero colore, ricco di orizzonti onirici. Nell’Antico Testamento, il fuoco ardente simboleggia lo Spirito Santo. Per la Chiesa, è la Caritas. Suo emblema è il vino, sangue della vigna e del Cristo che risorge, bevanda di immortalità. I Cardinali, "Soldati di Cristo", scelgono il Rosso come iconografia cromatica. Il Rosso è archetipo di vitalità, appetito, passione. Serve a catturare lo sguardo, a sedurre. Non è solo pericolo, come nei semafori. Oggi è anche energizzante, come il Rosso della Coca-Cola. È il dinamismo dello urban street style. Il Rosso si diversifica tra piumini e abiti per drag queen dai toni oversize.
L’abito Rosso restituisce energie fisiche e psicologiche a una festa, la rende briosa, vitifera. È il colore del piacere: dalle caramelle Rossana all’erotico abito Rosso con nodo tra i seni indossato da Marilyn Monroe nel film 'Niagara', diretto da Henry Hathaway. In ‘Joker’, del regista Todd Phillips, Joaquin Phoenix ridefinisce caos e ribellione con un men's suit audace e Rosso.
Il capo Rosso è reattivo, un’opera d’arte portabile che scardina i confini tra cocktail e teatro. L’abito Rosso rende focosa la persona, la corrobora. È un fattore propulsivo. Chi veste di Rosso si sente immediatamente più vigoroso.
Siamo arrivati qui stasera, in questo luogo misterico, forse afflitti da misteri più grandi di noi. L’Uomo, se non riconosce la bellezza, urla nei quadri di Munch. Ma qui abbiamo imparato che il colore è uno strumento per dominare la natura e per empatizzare con i nostri simili.
L’Universo del Nero ispira timore reverenziale e promessa di rinascita.
L’Universo del Bianco suggerisce pacatezza e inclusione.
L’Universo del Rosso rende vitalità con gioia tecnologica e sopravvivenza.
Se siamo fatti a immagine di un essere supremo, allora siamo tutti dèi. Riduciamo al silenzio chi ci contrasta con il dialogo e la pace. Innamoriamoci del Nero, del Bianco, del Rosso.
Innamoriamoci di noi stessi."
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* 'Défilmé': le lingue, per me, sono come astri: sorgono, si trasformano e tramontano. Credo che i termini logori debbano essere sostituiti da neologismi vivificanti e ironici, purché comprensibili. O persino creare lemmi nuovi se l'italiano ne difetta.(seguente)






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