L’Immagine, il Palcoscenico e l’AI.: Cosa Ci Insegna il Festival Nazionale dello Scrittore
(precedente)
Uno sguardo filosofico e umanista attraverso i premi di Campodolcino 2026.
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| Vincitori e giuria del FNS |
"Vince il Festival Nazionale dello Scrittore…. Fabrizio Olivero !!!!
Si aggiudica la targa per la miglior copertina… Loretta Brusa !!!!"
Un gaudente “Capitano” Claudio Secci annuncia la vittoria dei due autori e del format FNS, Festival Nazionale dello Scrittore 2026 , ideato e promosso dall'immarcescibile Secci con il Csu (Collettivo Scrittori Uniti).
E giustamente grazie al merito, aggiungerei: per due autori CSU della caratura di Loretta Brusa e Fabrizio Olivero che ricevono il guadagnato riconoscimento. E soprattutto per il format piacevolmente simpatico del Contest, singolar tenzone “presa in prestito” da altro torinese, poeta, che tentò di avviarla tra i “suoi” poeti e poetesse nel 2017: non ottenne il medesimo successo di Capitan Secci perché proposto in modo troppo complesso e pretenzioso. Il FNS invece, è semplice e immediato.
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| Tutti insieme appassionatamente |
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| Il tabellone dei partecipanti |
Sabato 25 luglio a Campodolcino (Sondrio) al FNS pubblico e artisti si sono divertiti a partecipare alle undici performances di autori e autrici. Il foltissimo pubblico con i suoi applausi e la competenza dei giornalisti hanno confermato che "la copertina vende il libro" cit. #stefipastorigloss
I giudizi sono formalizzati da sei giornalisti di vari quotidiani nazionali e uno locale in presenza, mentre on-line altre due giornaliste più due rappresentanti del Direttivo Csu (Secci stesso e la sua fidanzata Cristina Tata). Rappresentano le testate in foto, i cui loghi sono incisi al piede di ciascuna targa.
Tutte e tutti hanno votato a turno sia la copertina che la performance, motivando.
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| La giuria |
Fosse dipeso da me, da filosofa umanista avrei fatto scelte diverse; avrei indicato come performance più coinvolgente l'emozione traspirata di Chiara Domeniconi, bella e sofferta signora bionda che smentisce lo stereotipo di Biondo Oca,
| L'intensa Chiara Domeniconi (foto di Fabrizio Megna) |
mentre come copertina più efficace quella di Carlo Amedeo Coletta,
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| Copertina di Carlo Amedeo Coletta (foto pessima di Stefi Pastori Gloss) |
densa di mistero e dai colori primordiali rosso, nero e bianco, legati all'uomo del neolitico per propiziarsi gli elementi naturali a lui incomprensibili e infausti. Le volte delle caverne abitate dagli uomini dell’Età della Pietra furono dipinte in rosso, nero e bianco con episodi legati alla caccia
Ben quattro copertine propongono questo trittico cromatico: la mia silloge poetica SPOLLICIATE E PENDULE,
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| Spolliciate e Pendule propone in copertina una scultura del Boccioni andata perduta. L'autrice ambisce a recuperare la Cultura che va perdendosi. |
quella del Coletta appunto, dal titolo JERRY COMANO, NEBBIA di Chiara Domeniconi e Federico Cricchio, e l’opera vincente di Loretta Brusa, IN CANTINA ALL'IMPROVVISO.
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| Loretta Brusa (altra foto pessima di Stefi Pastori Gloss) |
A mio personalissimo avviso, Fabrizio Olivero avrebbe meritato il premio non solo per la performance, ma anche per la copertina, eseguita con AI: l'immancabile tonalità gialla, inaugurata da Mondadori a identificare l'apprezzato genere letterario, fa da sfondo a elementi architettonici misterici e misteriosi pertinenti a Torino, dov'è ambientato il giallo. Titolo dell'opera: IL CASO DEL FANTE DI PICCHE per la casa editrice indipendente Land Editore. La performance si arricchisce di un “coup de theatre”: in chiusura, Olivero estrae dalla tasca un fante, ma di fiori, con movimento troppo fugace per essere colto dai presenti.
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| Fabrizio Olivero |
Certa intellighentia aborre la AI (Intelligenza Artificiale), per i miei recenti studi a torto. Si teme ciò che non si conosce. Da divulgatrice umanista, mi interrogo da un paio d’anni su quanto sia cruciale oggi il dibattito intorno all'umano e la sua natura, nell'area contemporanea dell'AI, intesa come abilità di una macchina di mostrare ragionamento, apprendimento, pianificazione, creatività, ricezione di Big Data e loro elaborazione a velocità superiore alla nostra. Essa impara dalle proprie azioni passate per adattarsi in autonomia e migliorare continuamente, così da raggiungere gli obiettivi fissati dall'uomo. DALL'UOMO. Sarebbe auspicabile aprire un confronto su come la GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa) stia influenzando le nostre vite, il mondo del lavoro, l'ambiente medico, la gestione della geriatria e anche il quotidiano.
Mi compete il dominio letterario, partendo dall'attività di Editor fino alla generazione di una copertina. Una dimostrazione dell'efficacia nella realizzazione di una copertina lo dimostra anche solo il Catalogo Land Editore.
Data la particolarità del Contest che non lascia spazio a un'approfondita conoscenza delle singole opere, ma dà importanza alla superficie, sulle targhe si sarebbe potuto scrivere non "miglior copertina", ma "miglior venditore muto". Non "miglior libro" ma "miglior performance".
Per inciso, il mio acquisto dipendesse dalla copertina, non comprerei il romanzo della Brusa, in stile "letteratura da pollastre" (leggi la categoria chick lit), adatta a persone che necessitano di superficialità. Non si offenderà la Brusa: è tra i generi letterari più venduti; anche i giornalisti presenti, che si dibattono nella melma delle guerre quotidiane, lo sanno e ne hanno bisogno. Sono esseri mortali perfino loro.
In quanto grafica della "Milano da bere" mi accorgo che tale copertina rappresenta una stilizzata ragazza "volatile", invero con la testa tagliata dal margine. Vien da chiedersi se sia pertinente al plot del romanzo. Lo scopriremo solo leggendo.
Tuttavia, va notato che la mia sarebbe stata una scelta non di contenuto, ma solo di forma. Quindi, superficiale anche la mia. Lo leggerò in eBook comprando su internet.
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| Da destra a sinistra: Antonio Lo Campo, Spolliciate e Pendule. Stefi Pastori Gloss |
Tra i giornalisti, merita una menzione d'onore il dr. Antonio Lo Campo, non perché mi abbia votato, ma per il fatto che sia specialista di scienze e tecnologia, non di lettere, e collaboratore su temi spaziali per La Stampa e Avvenire. Il giudice più attento non è l’espertone del SalTo, non è il letterato del torinese Circolo dei Lettori e nemmeno l’accademico de L’Indice dei Libri del Mese, ma è il lettore qualunque.
Antonio Lo Campo è uno dei due giornalisti presenti che hanno votato SPOLLICIATE E PENDULE, addirittura attribuendomi il massimo per la performance, con la motivazione che mi rende giustizia: "una performance attorale".
Vero, sono attrice ancora oggi, la mia emozione è recitata, ma sentita perché vissuta. Lo avvertono molti astanti. Mentre leggo la poesia ALDA NEL CUORE (Alda è l'ovvia Merini), vedo sguardi impietositi che virerebbero nel pianto se non avessi pre-introdotto la guarigione miracolosa di mia figlia Sofia. L'emozione coinvolge davvero, la poesia però non vende.
Pazienza, sono qui per trovare anche una sola casa alle mie disgrazie che mi sono ricchezza interiore.
(seguente)











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